mercoledì 26 giugno 2013

S.P.Q.J. - Sembra Pazzo Questo Jonny

Avrei voluto scrivere una delle mie solite diatribe filosofiche sulla città, il traffico, i mezzi di trasporto, e lo spirito di adattamento dell' essere umano, ma ultimamente soffro di un blocco creativo che affligge l'emisfero destro del mio cervello probabilmente per via delle polveri sottili che inalo ogni giorno per mia scelta, e che si ripercuote sulla mia capacità a buttar giù le mie idee in maniera coerente e lineare.

Il fatto è che io ho assolutamente bisogno di vivere i controsensi che si manifestano giornalmente per strada. Roma è una città-manicomio, e la chiave della mia creatività è quella di combattere la Normalità sempre più dilagante. Le persone insensibili, simili ad automi, le strade invase da macchine, guidate da altrettante macchine. L' umanità stà sfuggendo di mano all' Umanità... ehm si... come dicevo... le polveri sottili... 

giovedì 6 giugno 2013

Andrea "Roman" Prosciutti

Andrea Prosciutti, noseslide, 1998. Ph: Eric Ferrante.

Interview su Share Skateboarding all' eccentrico e alquanto matto skater ed artista Romano che da qualche anno vive oltreoceano dove continua a lavorare e produrre incessantemente alla continua ricerca di se stesso.

Good Luck my friend!

http://www.shareskateboarding.com/misc/2667/andrea-roman-prosciutti/


martedì 4 giugno 2013

To Live and Die in Trustever

E' ben nota la reticenza di Papik ad uscire dai confini di Trastevere, se non per un buon motivo che può essere ad esempio scoprire un nuovo capriccio architettonico della Città Eterna in qualche quartiere remoto, o allietare la vita notturna della capitale mettendo dischi in un locale, ma si sà, lui preferisce il titolo di resident DJ Real Merda, in fin dei conti a Trastevere c'è tutto, ci sono tutti, e succede di tutto!


"Mio nonno era solito servirmi un bicchiere colmo di vino ogni volta che mi sedevo a tavola con lui già a 7 anni di età, quando finivo di mangiare potevo aggirarmi nella zona sottostante della sua proprietà e nel suo studio/laboratorio dove potevo osservare di tutto: serpenti sotto spirito, scheletri, libri stradatati, reperti archeologici, feticci esoterici e chissà cos'altro... non mi sono mai reso conto fino a poco fa che tutto il mio lavoro è sempre ruotato intorno a queste esperienze anche in senso figurativo introducendo sempre qualcosa di personale all' ordinario straordinario del fare magliette per lavoro che è sicuramente piu' noioso dell' ornitologia applicata a cui era dedito il mio illuminato e trapassato parente..
Dopo 15 anni di propaganda urbana finalmente una grafica in quadricromia per celebrare l'intensa attività cerebrale che ruota intorno ad un buon bicchiere di vino rosso e una pipa colma di ganja da assaporare in pace mentre si crea."

Papik


lunedì 3 giugno 2013

sabato 1 giugno 2013

TRUSTEVER


Verso la meta' degli anni '90 chi non ricorda la prepotente ascesa nelle strade di Zoo York, solo il nome e non importava cosa fosse, trasmetteva un messaggio solido e una cifra urbano. Si sapeva che era una cosa legata allo skateboarding (per come l'avevamo capito noi) e ai graffiti. Le grafiche delle tavole venivano in parte fatte a mano e in parte serigrafate, spesso c'era il tocco di graffitari leggendari del calibro di Futura 2000, Zephyr, Haze, Rammellzee e lo stesso ALI (che ideo' il nome prendendo spunto dal tunnel che passa sotto allo zoo di manhattan, da qui Zoo York).

http://www.rtwplanet.com/history-of-rtw.html 

http://www.stealthmag.com/style-wars-interview-henry-chalfant-tony-silver-part-2/

Graffito dipinto da Ali, 1980, sul vagone 9539 della linea 1 della subway New Yorkese.
Insomma questa cosa di Zoo York mi fomento' a tal punto da ideare TRUSTEVER che in un certo senso ricalcava lo stesso concetto urbano, mantenendo però un significato legato al quartiere dove vivevo piu' che alla citta'.

Trvstever Zoo

Attenzione in curva!
Conoscendo molti graffitari sapevo quali fossero i metodi di propaganda per sdoganare nei cervelli di chi guardava e cosi adottai il metodo dello sticheraggio ad hoc e cioè di attaccare il piu' possibile in modo quasi istituzionale, facendo si che l'adesivo sembrasse parte integrante della superficie attaccata, che andava dal cartello stradale con scritte varie ai paletti catarifrangenti fino alle "zone inattaccabili" che dovetti considerare piu' delle altre visto che vedevo i miei adesivi staccati da un giorno all'altro ed erano li dove nessuno avrebbe mai messo mano, tra la monnezza! Camionette, cassonetti e luoghi inarrivabili se non grazie a sforzi fisici al limite del desiderio di avere un adesivo o di sporcarsi le mani.


Cassonetto per la raccolta di indumenti usati.


Negli anni credo di aver stampato migliaia di adesivi, non tanto per pubblicita' quanto per necessita', non mi sento bene se esco di casa senza adesivi in tasca...inoltre non ho mai crossato nessuno nè mi sono permesso di fare adesivi di carta. Lo stile è tutto.

Papik.