domenica 30 gennaio 2011

Roma Capoccia

Oramai il livello medio dello skateing nei video americani è talmente alto da farti venire la tachicardia solo a guardarli...è impensabile credere di stargli appresso, a meno che tu non voglia diventare autistico e dissociato dalla realtà...
Meglio fottersene proprio...poi volete mettere, Roma è la città più bella del mondo, forse un pochino trafficata, e con due o tre sampietrini di troppo, ma alla lunga ti ci abitui. Meglio girare allegramente godendosi lo stupendo paesaggio e le chicche che solo la Città Eterna può regalarti che passare ore a provare un trick o una line. Roma va vissuta pienamente per poter cogliere sia i suoi pregi che i suoi difetti.
Dopo trent'anni forse ti romperai pure il cazzo di vedere stà città dal basso e salirai su un aereo per vederla meglio dall' alto...e ti renderai conto che da lassù è ancora più bella, e di quanto ti andava stretta...

Ale Martoriati zipzingin' per le strade de stà città...enjoy!

martedì 25 gennaio 2011

Er Tramonto Romano

Ale martoriati rischia di venir inghiottito dalle sabbie mobili di Ostia in questa pubblicità Roman Skateboards di qualche annetto fà, ma il suo fedele amico Simone Baffoni gli salva il culo con una scopa...



Scatto di Mirai Pulvirenti pubblicato su Baco Magazine...

Roman Skateboards è prodotto dal cervello di Andrea Prosciutti.

sabato 22 gennaio 2011

Pure Skateboarding N°4 coming soon!

Ale Martoriati che skeita le strade di San Francisco?! Dalla discesa con streetgap annesso potrebbe quasi sembrare, certo se non fosse per il fatto che qui siamo nel quartiere Cento Celle!
In diretta dalle vie di Roma l'intervista al neo-laureato Ale Martoriati sulle lucide pagine di Pure Skateboarding N° 4 presto in arrivo al tuo skateshop preferito.

...e cadde di testa dentro al cactus!

giovedì 13 gennaio 2011

Meglio tardi che mai!

E già! Mi è arrivato via mail il link al nuovo ABG mentre ero a Londra durante le vacanze di Natale, ma faceva così freddo che oltre agli arti avevo anche i neuroni congelati...ve l'assicuro che skeitare a -4° è un' impresa sovraumana e chi lo sà meglio di voi che vivete nel nord Italia?! Ho flesciato quando ho visto la copertina scattata da Biondani ad Andrew Zolin "Pushin' in the snow." Mi è ripiombato addosso tutto il freddo dei giorni precedenti in giro per la City...
Menomale che qui a Roma il clima è quello che è, altrimenti a chi gli andrebbe de uscì a cerca nuovi spot? Ovviamente c'è chi è abituato al freddo glaciale come Danny Galli che a quanto pare è un bel segugio di spot in zone artiche aka La Valtellina da dove proviene.

Se non l'aveste già capito è uscito l'issue n°4 di A Brief Glance aka "Nò Sguardo Fugace" sfogliabile qua sotto!
 

venerdì 7 gennaio 2011

Rolling with Massi Baratono

A giugno 2011 dovrebbero essere terminati i lavori della nuova Stazione Tiburtina, un' opera rivoluzionaria per la città di Roma. Oltre a diventare un importante scalo ferroviario nazionale ed internazionale, saranno ampiamente riqualificati i quartieri Nomentano e Pietralata. Tonnellate di cemento e lavori in corso caratterizzano l' area limitrofa alla stazione, e sopratutto centinaia di barriere del New Jersey a delimitare i cantieri.

I jersey barriers, o semplicemente "jersey" sono gli spartitraffico in calcestruzzo armato un pò inclinati tanto celebri sulle autostrade per intenderci. Testati per la prima volta in California nel 1946, ma appellati col nome "Jersey barriers" perchè furono in seguito sviluppate e studiate le forme e i materiali odierni allo Stevens Institute of Technology a Hoboken, nel New Jersey.
Specificamente studiati per tenere le automobili nella carreggiata e diminuire il loro angolo d'impatto con il jersey grazie alla parte iniziale in basso inclinata che ha la funzione di riindirizzare le ruote verso la strada.
Le loro forme e dimensioni, unite alla massiccia diffusione nelle strade di tutto il mondo hanno reso il Jersey un ostacolo celebre, altamente skeitabile e divertente.
Se leggete l'inglese ecco un linketto sulla storia dei jersey:
http://www.americanheritage.com/articles/magazine/it/2006/1/2006_1_26.shtml